Comunità energetiche rinnovabili: il futuro è l’indipendenza energetica

Quali sono i vantaggi delle comunità energetiche rinnovabili in Italia

Le comunità energetiche rinnovabili prendono passo anche in Italia, dove privati, PMI, amministrazioni comunali e PA locali hanno capito i vantaggi di una comunità energetica rinnovabile, per cui nell’ultimo anno si nota un crescente interesse verso questa forma di condivisione dell’energia.

Per saperne di più su come costituire una comunità energetica, soprattutto come le piccole e medie imprese possano costituire una, le possibili tipologie di impianto fotovoltaico che si possono installare e qual è la migliore forma giuridica per la creazione di una comunità iscriviti al webinar Le comunità energetiche per le imprese ed i distretti industriali: quali le opportunità” del 11 luglio, alle ore 15:00, organizzato dal partner Weproject. Per iscriverti clicca QUI.

Che cos’è una comunità energetica rinnovabile (CER)?

Partiamo con la definizione di comunità energetica. Una comunità energetica è una associazione di utenti che condividono l’energia pulita che producono e consumano insieme. In una comunità energetica rinnovabile possono rientrare persone fisiche, PMI, enti territoriali e autorità locali – dalle amministrazioni comunali ad enti di ricerca e formazione, enti religiosi ed enti del terzo settore – che possono agire sia come consumatori e/o produttori con punti di connessione ubicati nella stessa zona, perciò l’impianto oppure gli impianti fotovoltaici devono essere in prossimità dei consumatori. Questo significa che uno o più partecipanti a tale comunità devono essere in possesso di un impianto fotovoltaico entrato in esercizio dopo il 15/12/21 oppure, se entrato in esercizio prima di tale data, non deve superare 200 kW di potenza installata.

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Comunità energetiche rinnovabili: quanto ne sanno gli italiani?

Un report Symbola, Tea e Ipsos del 2022 afferma che c’è un grande interesse per le CER sia da parte dei privati -circa il 60%, che da parte delle imprese – 56% sono interessate alle CER, di cui circa il 19% dichiara di essere molto propenso a partecipare a una comunità energetica. Inoltre, i rispondenti diocesani pensano che le CER possano incidere in modo positivo sull’aumento dell’energia rinnovabile prodotta in Italia. È vero che negli ultimi anni l’Italia ha fatto dei passi in avanti per quanto riguarda le energie rinnovabili, ma le criticità ci sono ancora: non dimentichiamo la crisi energetica iniziata nel 2021 con picchi di costo ad agosto 2022 di 0,543 euro al kWh (PUN- il prezzo unico nazionale per kWh) rispetto al 0.069 euro / kWh di aprile 2021.

Per quanto riguarda il mondo industriale, secondo lo stesso report, le imprese italiane vedono le comunità energetiche rinnovabili come uno strumento attuabile in tempi brevi, anche se il documento afferma che vi sono ancora tanti dubbi sulle modalità e sui tempi di realizzazione di una comunità energetica, seguiti da una incertezza sulle norme e sugli adempimenti burocratici.

Iscriviti al  Webinar del 11 luglio, ore 15:00 per avere più chiarezza sulle comunità energetiche per le imprese ed i distretti industriali e su quali sono i vantaggi delle comunità energetiche.

Quali sono i vantaggi delle comunità energetiche rinnovabili?

In generale, i privati vedono nelle comunità energetiche rinnovabili il risparmio economico e la garanzia dell’indipendenza e sicurezza energetica sul territorio. Per le imprese le comunità energetiche sono una garanzia di risparmio sulla bolletta energetica, hanno un impatto positivo sul brand e sull’immagine dell’azienda, e forniscono l’opportunità di essere più vicine alla comunità locale e a portare un contributo al territorio.

  1. Risparmio economico derivante dalla compensazione dell’energia condivisa

Una volta creata la comunità e messo in funzione uno o più impianti fotovoltaici, la comunità energetica può richiedere gli incentivi per l’energia condivisa al GSE (Gestore dei Servizi Energetici. Quali sono gli incentivi per le comunità energetiche rinnovabili? Per ciascun kWh di energia condivisa (non prodotta) all’interno della comunità il GSE riconosce per un periodo di 20 anni un corrispettivo unitario e:

  • una tariffa premio pari a 110 €/MWh per le comunità di energia;
  • una tariffa premio pari a 100 pari a 100 €/MWh per i gruppi di auto consumatori.

Nel caso in cui la produzione superi il consumo, l’energia in eccesso può essere immessa in rete, venendo quindi remunerata dal GSE, in alternativa si può scegliere di immagazzinarla in batterie di accumulo, per poi consumarla nel momento del bisogno oppure quando l’impianto fotovoltaico produce di meno.

Come funziona il risparmio in bolletta delle comunità energetiche? Va precisato che non si tratta di un risparmio per sé, quanto del compenso derivante dall’energia condivisa, che viene ricompensata dal Gestore dei Servizi Energetici, e dall’energia prodotta in eccesso che può essere divisa in modo uguale tra tutti i soci. Tutto dipende dalle regole di funzionamento della comunità energetica nel momento della sua creazione.

  1. Comunità energetiche rinnovabili e indipendenza energetica

Quando si fa parte di una comunità energetica, si è meno dipendente dalle fonti tradizionali e più in controllo soprattutto in caso di qualsiasi crisi energetica.

  1. Sostenibilità ambientale e senso di appartenenza ad una comunità che guarda verso il futuro.

Più comunità energetiche verranno costruite, meno ci sarà il bisogno di ricorrere a fonti fossili che inquinano il mondo. Inoltre, facendo parte di una comunità si svilupperà il pensiero e lo stimolo collettivo per un futuro migliore.

Quante comunità energetiche rinnovabili sono attive in Italia?

Anche se l’Italia non è tra i principali paesi per il numero di comunità energetiche, il numero è in continua crescita. Secondo un rapporto Legambiente, ad oggi sono circa 100 comunità, di cui 35 sono operative, 41 sono in fase di progetto e altre 24 che stanno facendo i primi passi verso la costituzione. Si stima che entro il 2025 le comunità energetiche italiane saranno circa 40.000 e coinvolgeranno 1,2 milioni di famiglie, 200.000 uffici e 10.000 PMI, lo stima un rapporto che prende come riferimento i dati del Politecnico di Milano.

Se guardiamo invece la situazione in Europa, un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature  afferma che ci sono 9.252 comunità energetiche, con più della metà operative in Germania (4.848), seguita dai Paesi Bassi, la Danimarca e l’Irlanda.

Vuoi sapere di più sulle comunità energetiche rinnovabili per le piccole e medie imprese?

In partnership con We Project, società di ingegneria impegnata a promuovere e realizzare progetti sostenibili e di transizione energetica con sedi a Milano e Brescia, ti invitiamo a partecipare al webinar “Le comunità energetiche per le imprese ed i distretti industriali: quali le opportunità” del 11 luglio, ore 15:00 per saperne di più sulla costituzione delle comunità energetiche. La società combina la conoscenza dei programmi di finanziamento, dal PNRR all’Accordo di Partenariato della programmazione UE 2021-2027, con servizi di progettazione tecnica, pianificazione ambientale, consulenza per l’efficienza energetica e reperimento delle risorse necessarie e si prende cura di tutti gli aspetti della creazione della comunità energetica rinnovabile. Hile ti presenterà le varie tipologie di impianti che si possono installare in una comunità energetica attraverso alcuni casi applicativi.

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