Incentivi per il parco agrisolare e l’agrovoltaico

Perché investire nel fotovoltaico per il settore agricolo e quali benefici potremmo trarne come paese

Il 2022 è un anno di crisi per l’agricoltura italiana: dalla pressione sulla produzione dovuta alla guerra in Ucraina alla siccità che rischia di compromettere il 50% della produzione e ai rincari energetici che mettono in seria difficoltà le aziende agricole. D’altra parte, il settore agricolo può diventare più competitivo ed essere un settore strategico nella riduzione dell’impatto ambientale grazie agli incentivi del PNRR destinati al parco agrisolare pari a 1.5 miliardi di euro e all’agrovoltaico che ammontano a 1.1 miliardi di euro. È chiaro che i suddetti incentivi non sono sufficienti per affrontare tutte le sfide del settore, ma possono alleggerire le aziende agricole dai costi energetici che sono raddoppiati negli ultimi anni e portare valore aggiunto al settore. Vediamo dunque qual è lo stato dell’agricoltura italiana, quanto interesse c’è per le energie rinnovabili e quali potrebbero essere i benefici a lungo termine se il Parco Agrisolare e l’Agrovoltaico diventassero realtà.

L’agricoltura italiana, una delle più forti dell’Unione Europea  

Partiamo però da un dato generale sull’importanza del settore agricolo nell’UE fornito dalla Commissione Europea: “nel 2020 l’industria ha rappresentato l’1,3% del prodotto interno lordo (PIL) dell’UE, mentre il valore aggiunto lordo (VAL) del settore è stato di 178,4 miliardi di euro”. Se guardiamo ai dati dell’agricoltura italiana e al suo contributo all’interno dell’UE nel 2019 vediamo che l’Italia è il secondo più grande produttore di frutta e verdura (nello specifico produciamo il 19,9% delle mele), e produce due terzi dei pomodori.

Inoltre, l’Italia nel 2019 ha prodotto il 30,7% dell’intera produzione di uva da vino nell’UE e il 21,7% delle olive per la produzione di olio d’oliva. L’Italia non è solo un importante contributore in termini di colture, ma anche nella produzione di latte (8,4%), carne bovina (11.3) e carne di pollame (10,3%).

Se includiamo anche i dati riguardanti la produzione biologica, ovvero all’organic farming, vediamo che l’Italia è tra i leader nell’Unione. Secondo i dati più recenti di Fibl (Research Institute of Organic Agriculture) nel 2020 il Belpaese ha dedicato alle coltivazioni biologiche 2,1 milioni di ettari, mentre la Francia si è piazzata al primo posto con quasi 2,5 milioni di ettari, seguita da Spagna con 2,4 milioni. Inoltre, l’Italia ha il maggior numero di produttori di coltivazioni biologiche – 71.590, pari a circa un quinto del totale dell’UE (350.000). È chiaro quindi che l’Italia è uno dei maggiori player dell’Unione, per cui il settore ha bisogno di tutto il sostegno possibile per rendere il paese sempre più strategico e competitivo.

Agricoltura, emissioni di CO2 e l’interesse per le energie rinnovabili

Il settore agricolo italiano rappresenta circa il 7% delle emissioni nazionali di gas serra e dall’altra parte assorbe 0,5 tonnellate di carbonio per ettaro all’anno (dati confermati dalla Cia – Confederazione Italiana Agricoltori), quindi con i giusti incentivi il settore potrebbe avere un ruolo fondamentale nella riduzione delle emissioni di gas serra e contribuire alla neutralità climatica dell’UE entro il 2050. Per essere più concreti, per esempio l’obiettivo del “Parco Solare” sarebbe quello di arrivare ad una potenza complessiva di circa 0,43 GW su una superficie complessiva pari a 4,3 milioni di mq, contribuendo così all’accelerazione della transizione green. Ma a che punto è oggi il settore agricolo per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, c’è l’interesse per l’energia pulita?

Il 2021 si è chiuso con una buona percentuale di installazioni fotovoltaiche nel settore. Complessivamente, l’Italia lo scorso anno ha prodotto dal fotovoltaico circa 25.000 GWh, di cui l’11% è stato generato dal settore agricolo con un autoconsumo del 8%, secondo i dati GSE. Gli impianti fotovoltaici installati nel settore agricolo alla fine dell’anno erano più di 40.000, per una capacità di circa 2600 MW, presenti soprattutto nel Nord Italia, in particolare in Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. Ecco perché il 40% degli incentivi del PNRR per il Parco Solare sarà destinato a finanziare progetti da realizzare in regioni del Sud come Abruzzo, Molise, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Il Parco Agrisolare, l’agrovoltaico e i benefici a lungo termine

Tra le misure previste nel PNRR, oltre all’agrisolare che mira a installare impianti fotovoltaici sui fabbricati esistenti, di cui parleremo in dettaglio in un secondo articolo, c’è anche l’agrovoltaico che mira ad essere un sistema che sfrutta i terreni agricoli per creare energia solare, senza però impedire la produzione di cibo o aumentare il consumo del suolo, mantenendo il terreno disponibile per l’agricoltura e l’allevamento. Se nel caso dell’agrovoltaico si parla ancora delle linee guida pubblicate dal MiTe (documento in consultazione pubblica), per quanto riguarda il Parco Agrisolare il Decreto è stato già pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 28 giugno 2022, e ora si attende il via libera da parte della Commissione Europea.

Se entrambi i progetti saranno accettati, il settore agricolo e di conseguenza l’intera supply chain, potranno avere diversi vantaggi tra cui:

  • in primis, la riduzione dei costi energetici con conseguente miglioramento della competitività sul mercato
  • il rinnovo delle strutture – grazie all’agrisolare possono essere eseguiti degli interventi di riqualificazione in modo tale da migliorare l’efficienza energetica delle strutture come la rimozione e lo smaltimento dell’amianto o dell’eternit e la realizzazione dell’isolamento termico dei tetti
  • l’utilizzo di una parte dei terreni agricoli finora non sfruttati
  • la riduzione delle emissioni di anidride carbonica
  • miglior resistenza ai cambiamenti climatici – nell’agrovoltaico la creazione di zone d’ombra potrebbe proteggere le coltivazioni in suoli aridi.
  • sviluppo di prodotti sostenibili, di maggior qualità

È chiaro che sia l’agrisolare che l’agrovoltaico siano delle grandi opportunità per il settore e per accelerare il passaggio alla transizione verde del nostro paese; quindi, mentre che la Commissione Europea lavora all’approvazione del piano noi ci prepariamo per dare tutto il nostro supporto alle aziende agricole che vorranno fare il passaggio al fotovoltaico.

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